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Nato
a Roma nel 1932 si è trasferito a Trieste dove vive e lavora.
Inizia la sua attività artistica nel 1977 con una prima mostra
collettiva al Palazzo delle Esposizioni in Roma nel 1964. Questi dati
ci chiarificano che la pittura per il nostro è un amore antico,
una passione esistenziale. Certamente non una passione e basta, perchè
Costantini prima di affrontare veramente il pubblico attende un lungo
periodo di tempo, il maturarsi della sua personalità di uomo
e di artista. Un tempo, tra il 1966 e il 1977, impiegato nello studio
della tecnica pittorica, del colore, degli effetti luministici.
In quegli anni Costantini lavora praticamente attorno ad un solo genere,
la natura morta, del quale sviscera ogni possibilità. Un lavoro
inteso ad affinare il linguaggio, che gli serve per capire la composizione,
la divisione volumetrica dell'opera. In bilico tra il Novecento e la
pittura metafisica Costantini non rimane però fermo e gradatamente,
con ben misurati passi, si avvia nel corso di questi ultimi anni, verso
mete più ambiziose e più ampie. I colori un tempo ricchi
di materia attenuano il loro spessore, appaiono le tessiture delle tele
intese come contributo materico, spariscono i contrasti troppo evidenti
tra l'oggetto dipinto e lo sfondo: tutto si impasta e si fonde in un'aria
più completa. Arricchito di nuove esperienze, il pittore si apre
al paesaggio, alla figura umana, lasciandosi guidare dalla vena metafisica
che sempre gli è stata congeniale.
Il colore steso, dal tono squillante il taglio netto dei volumi, la
composizione controllata, la volontà e la freschezza trasfusa
nella nuova maniera denotano una vitalità artistica aperta ad
un confronto con il reale che si prefigge di suscitare nell'osservatore
una riflessione che vada ben oltre la godibilità artistica.
1999 - Claudio H. Martelli |
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