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Critiche |
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La sua cultura discende dal Novecento,
del quale egli coglie il momento aurorale, il disporsi ordinato e
armonioso dei volumi nel breve spazio della composizione, spazio che
il vuoto fra gli oggetti e la luminosità diffusa fanno apparire
più grande di quanto in effetti non sia. Anche i colori tonali
vellutati e raccordati fra di loro con cura scrupolosa concorrono
a dare un'impressione di lievità, pur nella chiarezza della
definizione volumetrica. Ed è da tale rapporto nitido ed incorporeo
fra il disegno e il colore che viene quel che di sospensivo e magico
nei fiori, nei libri, nei vasi, così come un'irrealtà,
una non verosimiglianza, della collocazione degli oggetti sul piano
e del loro stagliarsi contro lo sfondo. Costantini manifesta attraverso
le sue tele una grande maturità pittorica ed una costante positiva
evoluzione. Nelle nature morte notiamo una grande compostezza, elaborata
e ben studiata, ed un grande equilibrio pittorico. Egli è solito
racchiudere la composizione nell'ideale triangolo leonardesco dove
i volumi emergono con prepotenza. Le tonalità cromatiche, sapientemente
accostate, conferiscono all'insieme una rilassante e romantica visione
dei tempi passati. Il colore pulito, le arginature nitide, il disegno
lineare ci offrono una limpida chiave di lettura della sua personalità
più intima. Costantini è anche paesaggista. Notiamo
nelle sue rilassanti vedute una soffusa e romantica tristezza data
dai contrasti cromatici dei toni caldi e freddi. Inoltre un'indiscussa
capacità prospettica ci permette di sconfinare oltre il descritto
nella tela, permettendo all'occhio di vagare alla ricerca del non
raffigurato. L'espressione grafica di questo
artista, è talmente delicata che si fonde meravigliosamente
nella morbidezza dell'impasto cromatico, così che una certa
perfezione che a prima vista, sul piano puramente tecnico, può
apparire quasi una didascalia figurativa, trova invece l'afflato per
trasfigurasi in un'autentica poesia. Una pipa, una scatola di fiammiferi,
un libro, un notes e un lume a petrolio, costituiscono uno dei "gruppi"
che, pur essendo "natura morta", attraverso il linguaggio
creato dai colori di Vittorio Costantini diventano cosa viva capace
di rievocarci in un mondo di tempi andati. Sono dei quadri, ma potrebbero
essere anche poesie di un Guido Gozzano. Certo è che anche
un pittore, se baciato dall'Arte, può fare poesia. La pittura di Vittorio Costantini
è di chiara fattura figurativa, con scelte tematiche che coinvolgono
la ritrattistica, il paesaggio ma soprattutto le "nature morte"
con fiori, frutta, selvaggina, pesci e oggetti di uso domestico. La
figurazione si rivela energica e nello stesso tempo quieta e serena,
ben costruita, strutturata con efficaci ritmi compositivi e rappresentativi.
Parimenti appare ben equilibrato, nel suo impasto materico, il colore
mantenuto su fondamentali tonalismi funzionali con il tema espresso
sulla tela. A volte i suoi quadri si illuminano di cromatismi profondi
e silenziosi che danno al procedere pittorico un'atmosfera suggestivamente
metafisica. Le radici creative di Costantini si innervano nel fascino
plastico e realistico del Novecento italiano. Un realismo sodo, pacato
e quotidiano, lontano da significanze drammatiche ed ideologiche ma
vicino, invece, ad una verità esistenziale domestica e confidenziale.
Le sue opere sono sfiorate da quella sensibilità poetica che
hanno gli artisti che raccontano la nostalgia di un mondo semplice
e pulito, tranquillo e luminoso, che purtroppo sta scomparendo. |
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Sito ufficiale del pittore Vittorio Costantini. Arte italiana contemporanea. Esposizione permanente delle sue opere. Elementi biografici e critici