Critiche
 
 

 

La sua cultura discende dal Novecento, del quale egli coglie il momento aurorale, il disporsi ordinato e armonioso dei volumi nel breve spazio della composizione, spazio che il vuoto fra gli oggetti e la luminosità diffusa fanno apparire più grande di quanto in effetti non sia. Anche i colori tonali vellutati e raccordati fra di loro con cura scrupolosa concorrono a dare un'impressione di lievità, pur nella chiarezza della definizione volumetrica. Ed è da tale rapporto nitido ed incorporeo fra il disegno e il colore che viene quel che di sospensivo e magico nei fiori, nei libri, nei vasi, così come un'irrealtà, una non verosimiglianza, della collocazione degli oggetti sul piano e del loro stagliarsi contro lo sfondo.
1977 - Giulio Montenero


Costantini manifesta attraverso le sue tele una grande maturità pittorica ed una costante positiva evoluzione. Nelle nature morte notiamo una grande compostezza, elaborata e ben studiata, ed un grande equilibrio pittorico. Egli è solito racchiudere la composizione nell'ideale triangolo leonardesco dove i volumi emergono con prepotenza. Le tonalità cromatiche, sapientemente accostate, conferiscono all'insieme una rilassante e romantica visione dei tempi passati. Il colore pulito, le arginature nitide, il disegno lineare ci offrono una limpida chiave di lettura della sua personalità più intima. Costantini è anche paesaggista. Notiamo nelle sue rilassanti vedute una soffusa e romantica tristezza data dai contrasti cromatici dei toni caldi e freddi. Inoltre un'indiscussa capacità prospettica ci permette di sconfinare oltre il descritto nella tela, permettendo all'occhio di vagare alla ricerca del non raffigurato.
1986 - Fernanda Conti


L'espressione grafica di questo artista, è talmente delicata che si fonde meravigliosamente nella morbidezza dell'impasto cromatico, così che una certa perfezione che a prima vista, sul piano puramente tecnico, può apparire quasi una didascalia figurativa, trova invece l'afflato per trasfigurasi in un'autentica poesia. Una pipa, una scatola di fiammiferi, un libro, un notes e un lume a petrolio, costituiscono uno dei "gruppi" che, pur essendo "natura morta", attraverso il linguaggio creato dai colori di Vittorio Costantini diventano cosa viva capace di rievocarci in un mondo di tempi andati. Sono dei quadri, ma potrebbero essere anche poesie di un Guido Gozzano. Certo è che anche un pittore, se baciato dall'Arte, può fare poesia.
1978 - Renzo Sanson


La pittura di Vittorio Costantini è di chiara fattura figurativa, con scelte tematiche che coinvolgono la ritrattistica, il paesaggio ma soprattutto le "nature morte" con fiori, frutta, selvaggina, pesci e oggetti di uso domestico. La figurazione si rivela energica e nello stesso tempo quieta e serena, ben costruita, strutturata con efficaci ritmi compositivi e rappresentativi. Parimenti appare ben equilibrato, nel suo impasto materico, il colore mantenuto su fondamentali tonalismi funzionali con il tema espresso sulla tela. A volte i suoi quadri si illuminano di cromatismi profondi e silenziosi che danno al procedere pittorico un'atmosfera suggestivamente metafisica. Le radici creative di Costantini si innervano nel fascino plastico e realistico del Novecento italiano. Un realismo sodo, pacato e quotidiano, lontano da significanze drammatiche ed ideologiche ma vicino, invece, ad una verità esistenziale domestica e confidenziale. Le sue opere sono sfiorate da quella sensibilità poetica che hanno gli artisti che raccontano la nostalgia di un mondo semplice e pulito, tranquillo e luminoso, che purtroppo sta scomparendo.
1990 - Ennio Concarotti

 

Sito ufficiale del pittore Vittorio Costantini. Arte italiana contemporanea. Esposizione permanente delle sue opere. Elementi biografici e critici